domenica 12 ottobre 2008

  • Eluana peggiora e poi si riprende"Se questo non è l'inferno..."

  • Sono peggiorate all'improvviso le condizioni di salute di Eluana Englaro, la donna di 37 anni in stato vegetativo permanente dal gennaio 1992.

  • L'emorragia che ha provocato l'aggravamento della sua situazione clinica si è però arrestata spontaneamente, senza alcun intervento dei medici, chiamati dalle suore Misericordine che la accudiscono nella casa di cura Beato Luigi Talamoni di Lecco.

  • Le funzioni sono riprese e la paziente continua a essere alimentata e idratata con il sondino che da anni la tiene in vita.

  • "Se questo non è un inferno...",ha detto il padre di Eluana,Beppino Englaro,lasciando a tarda sera la clinica dove è ricoverata sua figlia.

  • "Sono stato chiamato questa mattina: mi hanno detto che la situazione era grave.

  • In ospedale abbiamo trovato per la prima volta un'alleanza terapeutica,e si è deciso di non ricorrere a trasfusioni".

  • Nel pomeriggio l'emorragia si è invece fermata spontaneamente.

  • "Mi sarei aspettato una fine pacifica e senza polemiche" ha dichiarato il professor Carlo Alberto Defanti, medico curante della donna uscendo dalla clinica,"ma forse non sarà così perché il suo fisico sta reagendo".

  • Il neurologo ha confermato che Eluana ha sofferto"un'emorragia uterina molto abbondante, non sappiamo per quali cause"ma, ha aggiunto,"nel pomeriggio si è arrestata.

  • Se non ricomincia potrebbe riprendersi",ha spiegato Defanti il quale ha detto che"per la prima volta c'è stato un accordo tra la famiglia,me stesso e la clinica a non adottare misure salvavita".

  • "Misure che potevano essere utili in una condizione normale, ma non in questa"ha concluso.

  • In tutti questi anni a Eluana non era mai accaduto nulla di grave ma la sua vita è sempre stata appesa a un filo.

  • Una decisione che ha scatenato polemiche e dibattiti a non finire e ulteriori ricorsi.

  • L'ultima decisione spetta alla Cassazione che ha fissato un'udienza per l'11 novembre.

  • Il padre Beppino, che da anni si batte per una "morte dignitosa",ha passato il pomeriggio in ospedale accanto alla figlia.

  • Secondo Franca Alessio,curatrice speciale della donna, Eluana era "in fin di vita".
  • "Sono andata a trovarla intorno alle 13 -ha raccontato- e le suore mi hanno detto che le sue condizioni erano gravissime.Siamo in una fase critica.Aspettiamo solo il progredire della situazione"ha detto l'avvocato lasciando la casa di cura.
  • "E' stato concordato con i medici di non fare trasfusioni -ha aggiunto- e non c'è stato un rifiuto da parte del padre".
  • "E' chiaro che la ragazza non sta bene, ora vedremo cosa succede"ha detto Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro."Che il padre sia andato a trovare Eluana è già accaduto altre volte -ha detto Angiolini- non è che sia qualcosa di eccezionale.
  • Sta male,ora vedremo cosa succederà".

  • "Di fronte a questo inaspettato e improvviso peggioramento,l'importante è che le decisioni da prendere siano lasciate al tutore.

  • Dunque al papà Beppino"è stato il commento di Mario Riccio, l'anestesista che ha assistito Piergiorgio Welby.

  • Eravamo abituati a considerare statiche le condizioni di Eluana,ma ora il peggioramento conferisce realmente al padre la possibilità di decidere.
  • Perché molti atti medici, altrimenti necessari per mantenere in vita chi viene colpito da emorragia cerebrale,nel caso di Eluana possono configurarsi come accanimento terapeutico".

  • Con questo,quando le persone cattoliche che mi vivono intorno mi domanderanno perchè io penso che la fede cattolica e le sue gerarchie ecclesiastiche siano delle cose malvagge a se,avrò definitivamente cosa rispondere.

  • Ormai questa vicenda si commenta da sola,e anch'io probabilmente ho già commentato troppo.

  • I fatti parlano da soli anche in questo caso,e anche in questo caso chi ne esce fisicamente con le ossa è rotte sono persone a cui la vita è stata resa un inferno,ma chi ne esce moralmente con le ossa rotte è la chiesa,e i suoi graduati e servi di ogni tipo,che certamente avranno la faccia tosta di aprire ancora bocca invece di nascondersi agli occhi del mondo per la vergogna,come le si addicirebbe.

  • Quest'ultimo(forse)capitolo poteva essere risparmiato a Eluana,a Beppino Englaro,a tutte le persone che vivono questa vicena da vicino.

  • E invece no,bisogna farci soffrire fino alla fine,come se non bastasse la pretesa di farci soffrire fin dall'inizio appioppandoci addosso un peccato originale mai commesso,e instillandoci ogni genere di senso di colpa con una becera e infame dottrina che purtroppo troppo spesso ha presa nelle menti manovrabili.

  • L'infamia massima di questo paese non è la mafia,è la chiesa.

  • La chiesa cattolica apostolica romana,della cui il nome scrivo per intero e rigorosamente in minuscolo non per errore,ma per sfregio,e si,anche per mancanza di rispetto,per il poco che può servire,è l'infamia e la feccia che indignitosamente tradisce i patti concordatari e si rifiuta di farsi i fatti suoi.

  • La feccia e l'infamia sono anche i vari Buttiglione,Binetti,Casini,Bondi e quant'altri non hanno abbastanza decenza per starsene zitti in un angolo come dovrebbero,a farsi gli affari loro,e invece blaterano e starnazzano come oche in ogni dove per ogni questione in cui non c'entrano niente.

  • Eluana a questo punto non è solo morta,è stata assassinata.

  • Assassinata da chi continua a non lasciarla in pace,da tutti questi graduati e prezzolati che,a parte dar aria alla bocca,avere fede in un dio che dicono essere buono,e pretendere di imporre il loro dio a chi non lo vuole,non hanno il potere di fare nient'altro,di certo non di farla guarire,veramente guarire.

  • Eluana non è da ieri in condizioni gravissime,Eluana è morta da 16 anni,e da stanotte non stà meglio,sì è soltanto arrestata un emorragia.

Non è guarita.

  • E loro continuano e continueranno sicuramente a starnazzare.

  • In tutto questo becero squallore onore si deve ancora una volta a Beppino Englaro,e forse questa è l'unica cosa che si può continuare a ripetere ancora per molto in una vicenda che avrebbe dovuto essere già chiusa da tempo.

8 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Mettiamoci pure che l'infamia di questo stato siano entrambe: Mafia e Chiesa.
Nessun commento su Eluana, non lo ritengo necessario.
Un saluto

Blogger ha detto...

Piacere, Dario, di ITALY ITALIA.
Noto che nutriamo lo stesso amore per Ratzinger.
Ci si vede sul mio o tuo blog, anche io oggi ho postato su Luana.
Dario
ITALY ITALIA

Francesca ha detto...

Ciao Blogger;

Caso di Eluana Englaro: mentre le sue condizioni di salute peggiorano notevolmente, vi segnalo questa terrificante intervista rilasciata da Salvatore Crisafulli disabile gravissimo, che sulla sua pelle ha vissuto un inferno ed una odissea allucinante.
Alcune mie valutazioni:
Credo che L'esperienza di Salvatore Crisafulli dovrebbe essere conosciuta da tutti.
Forse Salvatore, che ammiro incondizionatamente, dovrebbe fare in modo di scrivere un libro sulla sua esperienza, augurandomi che qualche produttore ne faccia poi un film televisivo. Più gente viene a conoscenza di questa straordinaria esperienza, più il mondo si muoverà.

L'intervista è stata fatta da il giornale.it

La seconda svolta dell’anti-Welby: «Voglio lottare di nuovo per la vita»

Intervista a Salvatore Crisafulli, che da 5 anni parla grazie a una macchina che legge i movimenti degli occhi.

di Massimo Malpiga.

Roma

Uno schianto, e il corpo diventa una prigione. Salvatore Crisafulli ha 38 anni quando a Catania l’11 settembre 2003 un furgone dei gelati travolge lo scooter su cui viaggia col figlio. I danni cerebrali sono gravissimi, la diagnosi spietata: stato vegetativo permanente. Ma sua madre, e i fratelli Pietro e Marcello, non si rassegnano. Quasi due anni dopo Salvatore esce dal coma, e impara a comunicare grazie all’aiuto di un pc con gli occhi e i movimenti della testa. La rivelazione è da brividi.

«Ricordo tutto di quando ero prigioniero», racconta, «la disperazione di non poter dire ai medici intorno a me che ero vivo, che le mie lacrime erano di paura, non un riflesso incondizionato».

Lei è diventato una bandiera del diritto alla vita, nonostante la sua gravissima disabilità. Eppure sembrava che volesse gettare la spugna.

«Ero stanco, disperato, andare avanti da soli con un’assistenza domiciliare quasi inesistente fiacca la volontà, toglie il desiderio di andare avanti. D’accordo con mio fratello volevo sospendere l’alimentazione e lasciarmi morire, come ho scritto nella mia lettera al premier Silvio Berlusconi».

La stessa scelta di Piergiorgio Welby, che lei però a suo tempo ha contestato.

«Sì, con Welby ci siamo scambiati delle lettere, ho tentato di convincerlo a continuare a lottare per la vita, l’ho implorato. Ma alla fine ho compreso e rispettato la sua scelta, dettata dalla disperazione di chi è abbandonato dalle istituzioni. Perché è una sensazione che purtroppo ho provato anche io».

Eppure lei ha cambiato idea.

«Sì, la risposta di Berlusconi, che mi ha consegnato il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, mi ha toccato. “Noi la aiuteremo, lei ci aiuti ad aiutarla e continui a combattere”, mi ha scritto. Ero così emozionato che ho avuto un malore. Stasera (ieri, ndr) ripartiamo per la Sicilia, con una nuova speranza. Una speranza che voglio condividere con quanti sono nelle mie condizioni. Le mie battaglie sono un punto di riferimento per tanti, siamo in contatto con 833 famiglie che hanno parenti in coma, in stato vegetativo o paralizzati».

Cosa è cambiato con questo impegno del premier?

«La lettera di Berlusconi ha aperto una nuova strada, è il segno che con la volontà del governo si può voltare pagina sui diritti per i disabili gravi. Mio fratello ha già parlato con il prefetto e con il sindaco di Catania, che hanno assicurato che faranno di tutto per garantire un’assistenza domiciliare adeguata. E so che Berlusconi e la Roccella seguiranno personalmente la situazione. Scrivendo la lettera speravo che qualcosa di smuovesse, ma non ci contavo troppo. Non mi era andata bene con il capo dello Stato e nemmeno con l’ex ministro Livia Turco. Tante belle parole ma pochi fatti. Ora aspetto di vedere se effettivamente arriverà un progetto di assistenza personalizzata, ma sono fiducioso perché Berlusconi si è esposto in prima persona e in grande sintonia con le mie convinzioni».

Cosa non funziona nell’assistenza domiciliare a chi soffre di disabilità gravi?

«Purtroppo quasi niente, eppure è un servizio sacrosanto ed essenziale. Qui in Sicilia è tutto appaltato alle cooperative, il personale è retribuito poco o niente, così spesso non lavora o lavora malvolentieri. Io per viaggiare uso un furgone attrezzato che è costato 33mila euro ai miei familiari. C’è un tale senso di abbandono e di indifferenza da parte delle istituzioni che persino io ero stanco e volevo farla finita. Perché è solo la disperazione che porta alla voglia di morire».

E adesso cosa farà?

«Adesso la vita continua, aspetto che alle parole seguano i fatti e poi continuo la mia lotta per la vita, e per il diritto alla vita. Sono convinto che, anche se si è bloccati in un corpo come sono io, con l’amore delle persone care e con la presenza assidua di psicologi, infermieri e personale qualificato, nessuno voglia morire». Non tutti la pensano allo stesso modo.

Qual è il suo punto di vista sul caso di Eluana Englaro?

«Ritengo quella sentenza agghiacciante, perché nessuno può sapere se Eluana sia in grado di capire o meno. Anch’io per i medici ero una foglia di insalata, ma sentivo fame, sete, paura. Solo che non sapevo come far capire ai medici che ero vivo, che capivo tutto. Sono stato in contatto con il padre di Eluana, rispetto il suo dolore e capisco la difficoltà della situazione. Ma quando dice che è stata sua figlia a decidere che avrebbe voluto morire in queste condizioni mi chiedo: cosa conta la volontà passata, se lei è prigioniera del suo corpo e non può comunicare, e magari nel frattempo ha cambiato idea?».

Prefe ha detto...

Il caso englaro, comunque, lo sta montando un po' il padre. Se invece di lasciarla in un' ospedale cattolico (era dalle monache se non sbaglio) la portasse in uno laico e parlasse privatamente col primario, la cosa sarebbe già risolta.

francesca , (anticlericale89 insomma)
te lo devo dire, faccio visivamente fatica a leggere il tuo blog, per quello ti commento così poco.

natale ha detto...

Lo sapevo che su Eluana un post lo facevi!!! è per questo che sono nel laboratorio di inf dell'università a leggere il tuo post!!! ciao

Anticlericale89 ha detto...

@ schiavi o liberi

Si certo,è sottinteso che anche la mafia lo è....ma purtroppo almeno che la mafia è un infamia lo sanno(quasi)tutti,invece la chiesa è vista bene,quindi il pericolo è ancora più subdolo!!

Ciao Blogger,guarda che ci eravamo jà presentati in precedenza ;)

Francesca

Salvatore Crisafulli..la sua scelta è legittima,come lo è stata quella di Welby e quella di Eluana.
Sul fatto che Eluana potrebbe essere cosciente...non ci voglio pensare,sarebbe orribile se Eluana fosse cosciente da 16 anni in una condizione simile....se provasse non altro che dolore,paura e sensazioni simili da 16 anni...Crisafulli dice che nel frattempo potrebbe aver cambiato idea...ma anche dando per buone le sue parole,cosa che non faccio perchè da 16 anni i medici dicono che in Eluana non c è attivita cerebrale,così non se ne esce più,perchè allora anche il testamento biologico non avrebbe valore...

Ciao prefe

cercherò di risolvere in qualche modo il problema di "legibilità"dl blog :)
Comunque purtroppo non è così facile,anche in un ospedale "laico",se ne esistono in Italia,non credo qualcuno sarebbe disposto ad aiutarlo,i Mario Riccio sono rari in Italia.Dovrebbe portarla all estero,ma lo può fare?non ci sarà qualche norma che gli e lo vieta?

P.S non mi chiamo Francesca,mi chiamo Nadia.

Ciao Natale,se ti beccano i tuoi professori a leggere questa "roba satanica" ti bollano subito :D buona univerisità

il Russo ha detto...

Eluana è diventata terra di conquista del Vaticano, sembra civile in un paese normale?

Anticlericale89 ha detto...

Russo

a me non sembra nè civile nè normale,ma nella Vaticalietta del 2008 purtroppo questo è un assaggio del peggio...

Tanto al peggio non c è mai limite,e non è solo un detto...